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Adesso Basta!
Un racconto-diario articolato in dieci capitoli ricco di riflessioni e considerazioni scritte dagli adolescenti, protagonisti e narratori nello stesso tempo, delle loro prime emozioni e esperienze di vita. Il libro si presenta come una Bibbia moderna e dissacrante sull’Adolescenza, un manuale ironico e sarcastico sul mondo dei più giovani, un vocabolario di termini innovativi di uno slang tutto giovanile, che gioca con le parole.“L’adolescenziese”, così lo potremmo chiamare, è un idioma di etichette linguistiche molto colorite. Al gradasso poliglotta sentiremo usare con il suo branco parole diverse tra loro: da abbuffino (mangione a scrocco) ad afoso (noioso, ripetitivo) da alfista (uomo con camicia aperta per far vedere il pelo) a babao ( sciocco, sfigato) da biadesivo (gay) a bifidus ( stronzo) da bollito (esaurito) a calato (essere sotto effetto ecstasy) da carnazzo (film porno, orgia) a cartella (schiaffo, pugno) da catena (fidanzata/o) a cellula (cellulare) da culandia (luogo remoto) a dentiera (professore).

De Lorenzo scava nell’universo giovanile, lo fa in maniera sottile e da esperto, fa parlare proprio i giovani, li ascolta ma non li condanna. Parla del fenomeno come di qualcosa da sempre esistito ma in continua evoluzione, al contrario di chi invece considera l’adolescenza un’invenzione dei nostri tempi. “Nel passato i ragazzi dai quattordici anni (a volte anche meno) varcavano la soglia dell’età adulta: andavano a lavorare, si sposavano e mettevano su famiglia, e tutto avveniva senza distinzione di classi sociali”. Oggi, la società, contaminata dalle nuove tecnologie, ha fortemente cambiato abitudini e stili di vita di tutti, in particolare dei giovani, che non appaiono più come essere fragili e acerbi, ma sanno cosa vogliono e come ottenerlo.

“Nel 1963 trascorrevi le vacanze estive nella casa in affitto al mare con i tuoi genitori. A volte ti compravi il cono gelato allo stabilimento sulla spiaggia e lo consumavi lentamente seduto davanti al mare, ascoltando la musica del juke- box. Nel 2012 le cose sono cambiate. Parti per due settimane di vacanza a Ibiza, con volo low-cost in B&B a 30 euro a notte.” Tutto parte dalla revolution ipertecnologica che ha modificato la comunicazione degli adolescenti. Computer, i-phone, tablet hanno favorito i processi di condivisione e socializzazione a discapito della comunicazione verbale. I più giovani seguono le regole della netiquette, il galateo della rete. Parlano con poche parole, usano abbreviazioni, emoticons, inglesizzazioni. Lo scrittore chiama il fenomeno: autismo tecnologico e anoressia pedagogica. L’ Adolescenza, nonostante i cambiamenti resta sempre e comunque l’età verde, di costruzione, di discussione, di scoperta. È l’età della contestazione, del difficile rapporto con i genitori e con i fratelli (quando ci sono). Un limbo tra essere e apparire, in cui la superficialità, la spensieratezza, il pudore fanno da cornice al vaso di cristallo.” Un vaso colmo di autostima e consapevolezza ma anche un oggetto molto fragile ad ogni minimo accenno di movimento.

L’autore tra le sue pagine dà voce a ragazzi dai 12 ai 18 anni incontrati in chat e su Facebook. Carmen, Max, Minnie, Peppe, Conquistatore, Tata 17, Serena sono solo alcuni dei nomi di ragazzi che animano il dibattito su cosa significa essere adolescenti oggi. “L’adolescenza è un periodo di rapido e notevole cambiamento in un caos devastante, come se un uragano si abbattesse dopo un tornado. È l’età dei grandi slanci. È una fase di criticità e disagio, dove si impara a nuotare con il mare in tempesta, dove i problemi si dilatano e l’unica cosa che si sgonfia è la pazienza dei genitori”. Infatti sono proprio i genitori “i tuoi primi antagonisti, ti appaiono diversi, strani, lontani anni luce, antiquati, invadenti, con esigenze inimmaginabili, superati, ottusi, non moderni, vecchi”. L’autore inquadra chi si nasconde dietro l’espressione: “sei proprio adolescente!?”. Esiste l’identikit del ragazzo/a tipo: presuntuoso, superficiale, pischello, ribelle, trasgressivo, immaturo, sfigato, figo, caso umano, nullità, frettoloso, anticonformista. Per l’adolescente l’abito fa il monaco, proprio per questo motivo, basta un look predefinito, un genere musicale, una pettinatura per ingabbiarti in una categoria. Ci sono: gli housettoni, i gabber, i cremini, i truzzi, gli emo, i tamarri, i dark, i metallari, i rappettoni e i nerd. Sei non sei uno di loro, sei un diverso. Gli sconvolgimenti fisici sono il tratto distintivo dell’adolescenza. Non c’è faccia senza brufoli. Ormoni e stimoli sessuali si scatenano. I ragazzi, sviluppano voci profonde e peli ovunque come se fossero lupi mannari. Le ragazze, invece come tante Cenerentole, studiano le loro metamorfosi fisiche leggendo giornalini come “Cioè”. Le trovi intere giornate davanti ad uno specchio a chiedersi: “chi è la più bella del reame?” e a sfogliare margherite, tra un m’ama e non ama. I maschi, invece, concretizzano, quasi sempre, tutto ciò che fanno: ” Prendo il diploma, mi prendono nella mia squadra del cuore, la Juventus, vinco la Champions, il pallone d’oro e mi fidanzo con una velina”. A prescindere dalla differenze tra maschi e femmine tutti siamo stati adolescenti e proprio per questo motivo possiamo riconoscerci in loro, nei loro sogni, nelle loro lacrime, nelle loro speranze, e perché no nelle loro cazzate. Non sono brutti e cattivi, come spesso i Transformers vengono descritti. Sono semplicemente figli dei nostri tempi che pregheranno Dio, magari anche solo per avere una botta di culo.

Rossana Muraca


Autore:Gianfranco De Lorenzo
Anno:2012
Prezzo:€ 10,00
Pagine:128
ISBN:9788895418742
Formato:14 x 21






 

 

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